Il progetto si propone di intraprendere un percorso per rivalutare la storia cittadina attraverso la conservazione della memoria, l’emersione della conoscenza collettiva e la sua diffusione a partire dal riaffermare il ruolo centrale che Battipaglia ha avuto, suo malgrado, nelle giornate dell’Operazione “Avalanche”. L’operazione Avalanche, conosciuta anche come lo sbarco di Salerno nel settembre del 1943, fu la più grande operazione aeronavale prima dello sbarco in Normandia e  fu proprio sulle spiagge di Battipaglia che il grosso del contingente inglese toccò terra.

Da questo punto di partenza vogliamo riesplorare la storia della città, in tutto il suo evolversi, dalla sua fondazione ad oggi. Obiettivo finale è la costruzione, nel tempo, della “casa della memoria”, il Museo di Battipaglia appunto, grazie alla collaborazione tra cittadini.
Le finalità sono, da un lato, prettamente culturali dall’altro, quelle di promuovere il territorio sul mercato del turismo attento alle tradizioni locali e al patrimonio storico culturale e inserire Battipaglia e la Piana del Sele in un circuito di turismo culturale.

L’idea

L’idea del progetto discende dal desiderio degli autori del documentario “Ritorno a Battipaglia”, Carlo Bruno e Guglielmo Francese (www.ritornoabattipaglia.it), di dare seguito a quella esperienza e di valorizzare l’attività di studio e raccolta delle fonti necessaria alla stesura della sceneggiatura. Intorno all’idea si è nata spontanea una collaborazione, in primis, con l’Amministrazione Comunale, che ha fatta sua l’iniziativa,  e con alcune associazioni del territorio, privati e aziende, in particolare: associazione culturale Mubat, Confcommercio, Regesta.exe, Pro Loco Battipaglia, Associazione Tammorrasia, Istituto Gatto, Istituto Ferrari, Albergo Riviera Spineta, Associazione 36 Infanterie Regiment, la community artisti coordinati da Maria Rosaria Botta.

Oltre i confini

Il gruppo di progetto e il progetto stesso non sono però oggetti chiusi e immodificabili, lo spirito grazie a cui sono nati è principalmente la collaborazione tra individui e questo rimane lo strumento principale di organizzazione. La stessa operazione Avalanche è patrimonio dell’intero territorio da Maiori al Cilento e quindi  la speranza è quella di realizzare un progetto di “rete” che metta a disposizione delle comunità locali degli strumenti, delle best practise e quanto necessario per costruire un brand territoriale legato alla cultura.

 

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